Sciare Campus: busto/spalle/braccia

Di Fabio De Crignis e Gianluca Grigoletto

Piani e assi: cosa sono, a cosa servono, come si muovono. Ecco alcuni esercizi utili per le tre fondamentali «parti alte» del nostro corpo

Errori in curva… chi non li commette… Ma tranquilli, Sciare Campus è qui per questo, trovare e suggerire assieme un sistema per individuarli e possibilmente risolverli con alcuni consigli. Innanzitutto per facilitarne la comprensione suddividiamo il corpo di uno sciatore in segmenti che, per meglio intenderci, prendono il nome di assi e piani. Questi dividono il corpo in modi differenti: i piani (frontale, trasversale e sagittale) tagliano il corpo per tutta la sua lunghezza; gli assi (trasversale, sagittale e longitudinale), invece, sono come delle frecce o linee che lo attraversano. Possiamo inoltre dividere il corpo in due blocchi principali: la parte bassa, ovvero piedi, gambe e anche, e quella alta, che considera busto, spalle, braccia e testa. Sembrerà assurdo, ma i due blocchi per molti aspetti sono uguali, ma per altri contrari! Ad esempio, le rotazioni di entrambi vanno nello stesso verso, ma con velocità differenti. Le inclinazioni sono uguali e contrarie (le gambe verso l’interno della curva, il busto verso l’esterno della curva). In questa puntata prendiamo in considerazione solamente la parte alta del corpo durante tutta la fase di curva. Per agevolare la comprensione dei movimenti che riguardano questo super blocco bisogna cercare di inquadrare la sezione con i piani e gli assi.

Un disegno esplicativo dei piani del corpo umano

Un disegno esplicativo dei piani del corpo umano

Analizzando i piani, che tagliano il corpo in diverse metà, si può dire che: il piano frontale lo divide in anteriore e posteriore e riguarda i movimenti di inclinazione laterale. è importante sapere che i piani non possono essere superati dal corpo, dobbiamo immaginare un grosso foglio rigido che non possiamo oltrepassare, i movimenti quindi sono sui piani e intorno agli assi. Il piano sagittale divide, invece, il tronco in parte destra e sinistra e comprende i movimenti antero-posteriori. Infine, il piano trasversale che taglia il corpo in alto e basso quindi per esempio testa, spalle e tronco. Gli assi essendo delle linee permettono le rotazioni intorno ad essi. L’asse sagittale è una freccia immaginaria che ci attraversa dalle scapole allo sterno: è molto importante per capire la posizione del busto nelle fasi di curva. L’asse longitudinale è come la nostra

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colonna vertebrale, che ci attraversa dalla testa ai piedi, mentre l’asse trasversale va da spalla a spalla. Serve principalmente per vedere se le spalle sono parallele al pendio. Fatta questa breve introduzione possiamo dire che è vero che si scia con i piedi, ma la parte alta del corpo aiuta a gestire gli equilibri necessari per ottenere il miglior vincolo, il che gioca un ruolo fondamentale nella corretta riuscita della curva. Se si sanno sfruttare le sue potenzialità sarà tutto più facile.

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Nella curva dalla diagonale la posizione del busto sarà sempre perpendicolare al pendio, quindi leggermente avanzato per far cadere la risultante delle forze all’interno dei piedi, ma tenendo sempre in considerazione l’asse sagittale che deve puntare sempre la spatola dello sci esterno. Proseguendo nella fase di curva il busto si mantiene sempre ruotato verso valle. Contemporaneamente i piedi e le gambe iniziano la rotazione e dunque i due segmenti trovano l’allineamento sulla massima pendenza; il busto è quindi parallelo e perpendicolare al pendio. Dopo la massima pendenza i due segmenti continuano a ruotare, ma con due velocità angolari differenti, perché il busto rallenta la rotazione sull’asse longitudinale facendo sì che gradualmente l’asse sagittale ritorni a indicare la punta dello sci esterno. In questo modo il busto è già pronto per la curva successiva (anticipazione motoria).

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Quante volte avete sentito urlare ai propri allievi: «Spalle…! » non sapendo in realtà che cosa indichi tale avviso. Le spalle insieme alla testa sono quelle che ci aiutano di più nella curva, sono più sensibili, cioè riusciamo a capire meglio come sono messe nello spazio rispetto alle anche, dunque modificando la posizione delle spalle si assestano gli equilibri e di conseguenza tutto il corpo. Le spalle vengono attraversate dall’asse trasversale e dall’asse longitudinale e tagliate dal piano sagittale. Possono inclinarsi, ruotare e avanzare. Noi dobbiamo essere bravi a controllare, o meglio gestire le forze durante la curva per evitare una rotazione di 360° rallentando la rotazione delle spalle e del busto insieme all’angolazione. Inoltre, devono sempre mantenersi parallele al pendio: più la pista diventa pendente più ci si dovrà «sporgere» verso valle. Anche la testa non è da sottovalutare: deve sempre accompagnare le spalle mantenendosi perpendicolare al pendio.
L’equilibro è completato dalle braccia, non per niente per aumentarlo ci serviamo dei bastoncini.

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La posizione delle braccia è precisa. Ci sono delle regole per il giusto posizionamento: devono essere avanzate rispetto al busto, distanziate tra di loro e semiflesse. La loro posizione durante la fase di curva deve mantenersi il più simmetrica possibile per far sì che la figura sia elegante e sinuosa durante l’esecuzione della sciata. Le braccia però non servono solamente per l’equilibro e per l’eleganza, ma hanno un ruolo anche per la coordinazione dei vari movimenti. L’appoggio del bastoncino, infatti, si inizia a preparare subito dopo la massima pendenza, aiuta a trovare subito il ritmo e facilita l’inizio curva. Questo perché, portando avanti il braccio, di conseguenza si avanza anche il busto, e ovviamente il bacino, così si ottiene una diminuzione della presa di spigolo della curva precedente più naturale e ottimale.
Essere impeccabili con la parte alta è veramente difficile. Basta un braccio più alto dell’altro e subito la figura è rovinata. Gli errori più grandi sono parecchi: non è facile contenere la rotazione del busto dalla metà curva e quindi oltrepassare verso l’interno la punta dello sci esterno con l’asse sagittale. Quando ciò accade si provoca un inatteso alleggerimento delle code degli sci, perché, continuando la rotazione con i piedi, anche le anche (si perdoni la cacofonia) ruotano e l’angolazione sarà meno efficace a discapito della tenuta degli sci, che sbandano inevitabilemente. Ecco un esercizio molto utile: avanziamo in ogni curva il braccio interno. Con quello esterno, invece, appoggiamo la mano sull’anca e spingiamo verso l’interno della curva come ad aiutare tale movimento. Fidatevi, funziona molto bene! Un altro errore è cadere con le spalle verso il centro della curva, quindi lasciando lo sci esterno molto leggero e scarico, il che costringe a proseguire verso la tangente e a disegnare la cosiddetta figura a «Y». Un ultimo esercizio: tocchiamo a ogni curva lo scarpone verso valle; in questo modo obblighiamo le spalle ad assumere la posizione corretta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 15 Novembre 2016
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