Sciare Campus: il pendio amico-nemico

Di Marco Di Marco

Parliamo di piani inclinati e di pendenze, a volte amiche pronte a diventare nemiche. Ecco come, quando e perché!

Nella scorsa puntata, pubblicata sul numero 700 (1° febbraio 2017), abbiamo iniziato ad analizzare i movimenti in curva, dando risalto alla dinamicità degli stessi per riuscire ad adattarsi in ogni singolo e diverso momento, alle diverse fasi della curva, che si continuano a modificare. Approfondiamo in questo nuovo capitolo i movimenti riferiti al pendio che recita la doppia veste di amico e/o nemico durante la fase di curva. Tendenzialmente è nostro amico, ma se lo analizziamo con maggiore attenzione, scopriamo proprio l’opposto.Premetto che dobbiamo ragionare e visualizzare un piano inclinato dinamico. Per questo motivo, ci avvarremo di una serie di figure, che ci dimostrano il continuo cambiamento della neve/pendio sotto i nostri sci/piedi. Partendo dal cambio degli spigoli, questo è l’unico momento dove idealmente noi possiamo avere lo sci «piatto» sulla neve. Vediamo però dalla figura 1 come lo sciatore per avere lo sci piatto debba già essere inclinato. Quanto? Dipende dal pendio della pista che stiamo affrontando e dalla chiusura della curva che abbiamo appena conluso.

SIMONCELLI IN FASE DI CAMBIO SPIGOLI: Lo sci è piatto rispetto al pendio. il corpo è inclinato rispetto ad un piano assoluto. SI NOTA anche l’anticipo motorio (capacità di prevedere). gli arti inferiori INVECE si stanno preparando a inclinarsi verso l’interno curva (per avere presa di spigolo). la spalla esterna tende a precaricare il nuovo sci esterno

In questa fase il pendio è un nostro Amico per quanto riguarda l’appoggio (riusciamo ad appoggiare lo sci piatto tipo una parabolica) ma è un nostro Nemico per quanto riguarda il vincolo (anche se siamo inclinati rispetto a un piano assoluto, non abbiamo presa di spigolo e vincolo). Nella figura 2 si può notare come Davide Simoncelli, per riuscire a effettuare l’inizio della nuova curva, sia costretto a inclinare i suoi arti inferiori (le gambe) verso l’interno della nuova curva, mentre il segmento bacino-spalle, rimane perpendicolare al pendio con l’asse trasversale delle spalle parallelo allo stesso. Questo permette di creare carico sulla lamina interna dello sci esterno (indicata dalla freccia arancione) e di conseguenza vincolo sci/neve e deformazione della curva elastica dello sci (il tutto abbinato a una buona ricerca di perpendicolarità). Nelle prime due figure si può notare come il pendio sia favorevole alla discesa e all’appoggio piatto dello sci, ma sfavorevole al vincolo. Superata la massima pendenza (Massima pendenza = Massima inclinazione del nostro corpo), inizia la fase di diminuzione dell’angolazione (inclinazione arti inferiori). Nella figura 3 si può notare come il pendio abbia cambiato la sua inclinazione rispetto allo sciatore.

Davide inizia la curva e la presa di spigolo con il vincolo sci/neve. La risultante delle forze viene «scaricata» sulla lamina interna dello sci esterno. L’inclinazione del vettore è inferiore rispetto all’angolo di incidenza sci /neve

A questo punto si sono invertiti i ruoli. Il pendio ora è un nostro Amico per quanto riguarda il vincolo e l’angolo di incidenza sci neve, mentre è un nostro Nemico rispetto alla chiusura della curva e al controllo della velocità. In questa fase dobbiamo riuscire a chiudere la nostra traiettoria di curva per controllare la velocità di avanzamento. Ma il pendio tende a farci scivolare verso valle. Si nota molto bene come Davide cerchi di adattare il proprio corpo alle caratteristiche di inclinazione del pendio, cercando il miglior parallelismo possibile con le spalle rispetto all’inclinazione del pendio (linea azzurra). Si nota anche il busto rivolto verso la nuova curva.­­ In tutta questa fase grande attenzione viene data anche allo schiacciamento dello sciatore verso il basso. La gamba sinistra è molto estesa, pronta e solida a resistere al carico. Affronteremo in un altro capitolo la variazione della pendenza sotto i piedi, tenendo distinte (anche se sono collegate) inclinazione laterale e pendenza. Nell’ultima fase di curva, ci si prepara al nuovo cambio degli spigoli. Più chiudiamo la curva, maggiore sarà il grado di inclinazione del pendio rispetto ai nostri sci.

Il pendio ha cambiato la propria inclinazione rispetto alla traiettoria dello sciatore. La differenza di inclinazione tra il vettore e l’angolo di incidenza inizia a diminuire

I presupposti sono due: 1. Il pendio, ci permette una naturale presa di spigolo (pensiamo quando siamo fermi in diagonale su una pista molto ripida, abbiamo una naturare presa di spigolo. 2. Dobbiamo prepararci al cambio spigoli (anticipo motorio) e quindi dobbiamo gradualmente diminuire l’inclinazione fino ad arrivare ad avere lo sci nuovamente piatto. L’inclinazione degli arti inferiori e la conseguente presa di spigolo si nota bene nella figura 4 come siano diminuite. Le spalle sono perfettamente parallele al piano inclinato del pendio e l’asse sagittale pronto e rivolto verso la direzione della nuova curva. Tutto questo serve per farci capire come lo sciatore dovrebbe pensare e ragionare la propria curva e i movimenti in maniera dinamica. Lo scopo è di sciare divertendosi e facendo meno fatica possibile. Per fare questo, bisogna sfruttare le fasi Amiche e riuscire ad anticipare il Nemico.

Davide si sta preparando al cambio degli spigoli. sci e vettore determinano lo stesso angolo


PROSSIMO CAMPUS FOLGARIA (TN) DAL 16 al 19 MARZO
Novità di questa stagione non è solo l’approdo nella loclità trentina, ma anche il connubbio e la convivenza con Sciare Skitest Consumer. Due eventi in uno seppur separati ma comunque convergenti. Per quanto riguarda il corso, le materie saranno riferite alla tipologie di sci che saranno presenti al villaggio di Sciare Skitest Consumer. Quindi arco lungo (Sci race Carve GS), arco breve (Sci Race Carve SL) e sciata libera (Allmountain pista). Per ognuno dei tre giorni gli allievi saranno infatti invitati a provare le novità del prossimo anno in modo da poter intepretare questa volta gli esercizi codificati dalla tecnica italiana (quindi non una materia come le altre volte) potendo usare tutti la stessa tipologia di sci. La sede logistica scelta è uno degli hotel più belli di Folgaria, il Luna Bianca, proprio in centro al paese. È stato recentemente ristrutturato in stile moderno senza togliere il gusto della tradizione di montagna, come l’aspetto culinario che rispecchia il culto gastronomico della zona. L’area wellness è assolutamente completa e funzionale. Il resto diciamo che è tutto da scoprire.

Il programma tipo della giornata
Le lezioni sulla neve iniziano alle ore 9.00 fino alle 13.00. A seguire pranzo in quota. Alle 16.00 lezione di teoria in aula e video analisi. A seguire aperitivo e cena. Il tutto si innesta con alcuni eventi in comune con Sciare Skitest Consumer.
Queste le materie per il 6° corso della stagione:
VENERDì: la curva di arco lungo
SABATO: la curva di arco breve
DOMENICA: la curva di arco medio.
Altre news sul sito www.sciarecampus.it   

COME E DOVE PRENOTARE

Attenzione, per iscriversi ai corsi è stato introdotto un unico sistema di prenotazione on line
Si va sul nuovo sito www.sciarecampus.it che offre anche ogni tipo di informazione sulla filosofia ideata dai docenti di Sciare Campus. Alla voce «Prenota» si sceglie il corso cui si vuole partecipare e si compilano i vari campi, dopo essersi registrati (o effettuato il login). Prima cosa si seleziona l’hotel dove si desidera pernottare. In alcuni casi, infatti, c’è più di una soluzione. Quindi si precisa se si è Top, light o accompagnatore, la tipologia di camera ed eventualmente la/le persona/e con la/e quali si desidera dividere la camera. Tutto qui! L’ultimo passaggio riguarda il pagamento dell’anticipo che può essere effettuato o via bonifico bancario o con carta di credito.

Il costo del livello Top è di 750 Euro, quello del livello light è di 650 Euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 28 Febbraio 2017
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